





Origini (1857 - Provenza)
Le cementine nascono in Provenza nel 1857, in un periodo di grande innovazione tecnologica legata alla diffusione del cemento Portland e allo sviluppo delle prime presse manuali e meccaniche.
A differenza delle tradizionali piastrelle in ceramica, non necessitavano di cottura: la loro resistenza era ottenuta attraverso una miscela di cemento, polveri di marmo e pigmenti naturali compressa ad alta pressione. Questa innovazione consentì di realizzare pavimentazioni eleganti, durevoli e ricche di decorazioni, destinate a diventare uno degli elementi più caratteristici dell'architettura tra Ottocento e Novecento.
Diffusione nel Mediterraneo
Tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, le cementine conobbero una straordinaria diffusione in tutto il bacino del Mediterraneo, nelle Americhe e in numerosi paesi orientali. La loro versatilità decorativa, unita alla robustezza del materiale, le rese protagoniste di abitazioni private, palazzi nobiliari, edifici pubblici, alberghi e luoghi di culto. In Italia la produzione raggiunse livelli di eccellenza, sviluppandosi in numerosi centri artigianali e industriali. Ogni territorio contribuì con disegni, geometrie e combinazioni cromatiche proprie, dando origine a un vasto patrimonio di modelli che ancora oggi testimonia la creatività e il gusto decorativo dell'epoca.



































































La Famiglia Prinari - Maestri D'arte del Novecento
Nel cuore del Salento, la famiglia Prinari rappresenta una delle espressioni più autentiche della tradizione delle cementine artigianali Pugliesi.
Attilio e Nicola Prinari, maestri d'arte attivi fin dai primi decenni del Novecento, hanno custodito e tramandato con passione le tecniche della colatura, della pigmentazione e della pressatura manuale, contribuendo a rendere celebre la produzione salentina.
Nel loro laboratorio prendevano forma ogni giorno manufatti unici, realizzati attraverso un sapiente equilibrio tra precisione tecnica, sensibilità artistica e conoscenza dei materiali.
Tra stampi metallici, modelli decorativi e colori minerali, le cementine diventavano autentiche opere d'arte destinate ad abitazioni, palazzi e luoghi di rappresentanza.
Nel 1985 l'architetto Gianluca Vetrugno ha raccolto questa preziosa eredità, rilevando l'azienda e proseguendo un percorso di ricerca, tutela e valorizzazione che continua oggi attraverso il Museo delle Cementine e le pubblicazioni dedicate alla memoria dei maestri Prinari.
La loro storia non racconta soltanto una bottega artigiana, ma testimonia la capacità di un territorio di trasformare il lavoro in cultura, l'arte in identità e la memoria in patrimonio da tramandare alle generazioni future.













